
Cosa c'entro io con Gipi?
Niente direi, ma mi piace quello che dice e come lo dice.
Venerdì scorso, ospite alle "Invasioni Barbariche", se l'è cavata piuttosto bene. Anzi benissimo.
E infatti si è beccato gli appalusi del pubblico, lo sguardo rapito della Bignardi e molteplici commenti di neo-ammiratori sul suo blog.
Potenza della televisione!
A parte questo, l'evento mi è parso importante per almeno un paio di ragioni.
La prima riguarda il suo modo di porsi, la sua umanità: il fatto che, rimanendo se stesso -e senza la pretesa di cambiare la testa alla gente- ci ha trasportato gentilmente nel suo mondo di affabulatore, regalandoci oltretutto una ventina di minuti di buona televisione.
La seconda è che, se al posto suo ci fosse andato un altro fumettista (chiunque altro voglio dire), probabilmente non avrebbe avuto lo stesso impatto. Ne sono quasi certo.
Nonostante lo stesso Gipi dica -giustamente- di diffidare degli unanimi consensi, il fatto che sotto i riflettori ci fosse lui mette l'animo in pace un po' a tutti: fumettisti seriali, fumettisti andergràun, graphic-novelisti, vignettisti satirici, ritrattisti da bancarella e madonnari.
E non è poco.
Confesso che alla fine ero orgoglioso di lui ed orgoglioso di noi.
"Noi" chi?
Ma noi disegnatori di pupazzetti, naturalmàn...
Chi si fosse perso l'intervista, può rimediare andando qui.
Chi invece volesse approfondire la questione Alessio (Spataro)/Giorgia Meloni, può farlo qui.
Amen


















